giovedì 21 novembre 2019


 "ANNULLARE CON UN INCURANTE RESTAURO" (CdA 2009)







lunedì 21 ottobre 2019


PROSPETTIVA DI CASA DEGLI ARTISTI

CASA DEGLI ARTISTI - MILANO
LICEO ARTISTICO FELICE CASORATI

VILLA CACCIA
22 OTTOBRE 2019


sabato 19 ottobre 2019


PROSPETTO DI CASA DEGLI ARTISTI
Finissage e conferenza
20 ottobre 2019 ore 16
CdA 1979 / 2019 = 40
UNA MOSTRA DELLA CASA DEGLI ARTISTI DI MILANO

 

domenica 6 ottobre 2019


VILLA CACCIA È DIVENTATA "CASA DEGLI ARTISTI"


lunedì 30 settembre 2019



ARCHIVIO 1979 / 2019 = 40





domenica 22 settembre 2019



UNA MOSTRA DELLA CASA DEGLI ARTISTI DI MILANO




martedì 29 gennaio 2019


















 
CASA DEGLI ARTISTI – MILANO
CONTEMPO
CORTE CASA PERABO' / VARESE 19 01 2019

Per entrare nella corte di Casa Perabo' si attraversa la “camera picta”, uno spazio caratterizzato da un dipinto cinquecentesco che ricopre per intero il soffitto. Al centro è rappresentata Melpomene, musa del canto e della tragedia della mitologia greca. In corrispondenza, sul lastricato, c'è l'opera (1997-2012) di Diego Morandini: un frammento di lastra di pietra su cui sono incisi dei segni, crudi. Non sono disegni, non sono scrittura e non sono simboli: l'opera è un confine. Corrisponde a quel punto (momento) che sfuma tra una cosa e l'altra e impedisce di aggrapparci ad una possibile interpretazione. Ci resta solo l'evidenza dei “segni”, forse una testimonianza che qualcuno ha voluto lasciarci. Per questo l'opera è un frammento perché porta con sé la fragilità di un momento che sembra sfuggirci. Come quando, passeggiando per il centro varesino, capita inaspettatamente di imbatterci in un dipinto cinquecentesco che ci svela l'immagine di un mito antico e ci spinge a cercare di afferrare qualcosa che inevitabilmente rimane lontano.
All'interno di Corte Perabò troviamo Cronodemografia (2013) di Claudio Citterio . Dei quadrati di polistirene con stampa digitale a colori che formano un rettangolo sul ciottolato. È un fermo immagine a cui si ridà movimento entrandoci dentro e spostando i pezzi, in quanto uno è mancante, ricomponendo una nuova cromia in base al percorso che si fa. Entrando nell'opera se ne modificano i colori, ma questa variazione cromatica si può cogliere solo dall'alto. In un momento diverso, anche lontano dall'azione compiuta. Ci svela che il nostro passaggio porta sempre con sé un mutamento delle cose, che normalmente ci è impercettibile, ma l'opera lo rende visibile, perché lo porta in un tempo potenzialmente dilatato anche se non nell'immediato percepibile: come intuisce Hawking in un tempo immaginario perpendicolare a quello dell'esperienza, in potenza infinito.
Proseguendo, guardando in alto, intercettiamo Crepuscolare (2016) di Gianluca Zonca . Due fasce di retina, da una parte nere e dall'altra bianche, tra il nostro sguardo e il cielo. Il cielo ci risulta come setacciato e il nostro sguardo non riesce a mettere a fuoco: la vibrazione che ne deriva si ferma solo nella fenditura tra i due piani, dove il colore si concentra ed emerge più intenso.
Si prosegue la mostra salendo le scale interne e uscendo sui due ordini di ballatoi al primo e secondo piano, il movimento attivato precedemente dallo spettatore in Cronodemografia assume così un nuovo significato. Ma è anche attraverso il setaccio di Crepuscolare, che ci appare un'inaspettata visione.
Nel percorrere il primo ballatoio si incontra Luna di Diego Morandini (2006). Si tratta di una lastra di pietra con una faccia più liscia, con piccoli solchi tracciati nel tempo dall'acqua, e l'altra scabrosa, “spaccata” da un'altra pietra, come la superficie lunare vista da vicino.

La mostra organizza una visione dis-piegata in diverse prospettive verticali e coni prospettici in cui lo spettatore è coinvolto e presente.

venerdì 11 gennaio 2019

giovedì 27 dicembre 2018






                                               Opere di Claudio Citterio , Diego Morandini, Gianluca Zonca



sabato 3 novembre 2018

VISTA  SENTINELLE
Claudio Citterio / Gianluca Zonca
a cura di Viviana Faschi
Casa degli Artisti


San Satiro mi ha ingannato  
                              il prezzo   

                                [...] Non è forse la migliore delle fantasmagorie, la più adrena-
                             linica delle giostre, la profondità illusoria? Non è l'ideale del-
                             le compagnie, la critica temuta solo per gioco?
                                Perchè ti fa credere il precipizio, l'oscuro del corridoio, la
                             moltitudine in sfilata delle porte chiuse, quando, alla luce dei
                             fatti, sei sempre fermo al punto di partenza. [...]

                                                                                                                                                  Tratto da:
                                                                            "Lo Spleen di Milano" di Viviana Faschi, NEM, 2014.  



  Con Vista / Sentinelle si arriva a indagare in maniera molto singolare lo spazio di percezione della visione. Uno spazio che per certi versi si appiattisce per poi riprendere una dimensione che ci pone di fronte a qualche incertezza. Si crea un meccanismo in cui i parametri visivo-percettivi vengono messi alla prova.

  Mentre Sentinelle si concretizza sul corpo dopo essersi presentato da invisibile, Vista prende distanza, anzi crea una sua particolare distanza.
  Ci si trova tra una improvvisa, delicata ma alquanto concreta presenza di Sentinelle e l'apertura che si distanzia di Vista. Infatti accade che mentre lo sguardo è attratto dalle luci che delineano un "orizzonte" che spinge a raggiungerlo, il corpo viene allarmato da delle leggere presenze su di sé.
  In un istante la nostra attenzione passa da una visione a campo lungo a una sorta di ipersoggettiva.

  Ci si trova in una situazione che può essere suddivisa in momenti percettivi:

sguardo a Vista / Sentinelle / sguardo nuovo a Vista

  Tra questi tre momenti si possono distinguere due intermezzi:

calma - allerta e allerta - calma 

  Il secondo intermezzo è la soglia prima del momento in cui si prende coscienza di essere entrati in un terreno in cui le dinamiche dell' Immagine Percettiva sono cambiate.
Gianluca Zonca

lunedì 29 ottobre 2018


VISTA SENTINELLE

Casa degli Artisti - Milano

Claudio Citterio, Gianluca Zonca, a cura di Viviana Faschi, Brebbia (VA), 2018


mercoledì 24 ottobre 2018

mercoledì 10 ottobre 2018

lunedì 8 ottobre 2018


COLONNA INVISIBILE, Casa degli Artisti ( sede di via Nicola d' Apulia 12 ) Milano, 2011


giovedì 2 agosto 2018


Casa degli Artisti, Studio Comune 2 / workshop, Accademia di Belle Arti di Brera, 2012





lunedì 16 luglio 2018

SEDE STORICA di CASA DEGLI ARTISTI dal 1979 al 2007 c.so Garibaldi 89A:
PIANO INTERRATO-PRIMO PIANO-1/2 SECONDO PIANO


lunedì 16 aprile 2018



Un' anticipazione del testo pubblicato sulla rivista di critica d'arte Nuova Meta fondata da Piero Maffessoli e diretta da Claudio Cerritelli

Articolo completo al link seguente:

giovedì 14 dicembre 2017

PER L'ARTE 23

ANNO 37

Edizioni Per l'Arte / Casa degli Artisti- Milano

PER L' ARTE 23 n°0 fronte/retro e n°1 fronte/retro

mercoledì 18 ottobre 2017


INCORSO

Spazio Borgogno

Casa degli Artisti Milano

a cura di Benedetta Marangoni e Claudio Citterio

DISPLAY - Claudio Citterio
MELANCONIA - Diego Morandini
APPRODO - Gianluca Zonca