sabato 6 giugno 2015


EX ANTE: MIRA



















EX ANTE : MIRA / vademecum


Entrando nell’oratorio dalla navata sinistra, sulla parete in fondo, si vede l’opera Corolle di Claudio Citterio del 2001: una diapositiva ottenuta da una ripresa molto ravvicinata di fiori. I colori si diffondono oltre i limiti del fotogramma, sfocati da un filtro sul proiettore, come quando si mette a fuoco un pensiero che per diffrazione mette in moto un’area più ampia o, all’inverso, come se un’idea nitida fosse la messa a fuoco di un’area più ampia che trattiene l’immagine ma che la diffonde.

Avvicinandosi a Corolle si trova Diapason (C. Citterio, 2012) che si collega con il suo secondo elemento alla navata opposta, come se una stessa immagine avesse una sua evidenza esteriore e una sua eco interiore. In Diapason la stessa immagine è distanziata spazialmente ma legata nel profondo: paradigma delle nostre facoltà.

Una striscia attraversa la navata centrale (C. Citterio, Display, 2011). Percorrendola visivamente ci si accorge che in alcuni punti la luce delle lunette in alto acquista un colore magenta. Si è sorpresi, meravigliati di quella meraviglia che ci svela il mondo oltre la perentorietà della sua apparenza immediata. Così riflettiamo che i colori sono un alone variabile rispetto alle cose.

Nella navata destra a terra si trova Secondo le mie indicazioni di Domenico Laterza del 2015.  Scrive l’artista: “ho cominciato ad imprimere il mio dito indice in un foglio d’alluminio, ripetutamente, fino a ricoprire tutta la superficie della lamina staccata dal rotolo. Infine ho chiuso il materiale su sé stesso seguendone l’andamento. Ho ottenuto delle forme organiche che variano di dimensione e si appropriano dello spazio riportando la memoria di quell’unico gesto generatore.  


Benedetta Marangoni